Adriano Olivetti è la massima espressione nella storia dell’imprenditoria italiana, il nome che istintivamente percorre i pensieri di tutti gli addetti ai lavori e non solo.
Uomo dai molti talenti, ingegnere, scrittore, politico, imprenditore come pochi.
Con le sue idee, in special modo inerenti l’innovazione tecnologica e organizzativa, l’Olivetti diventò leader di mercato, possiamo paragonarla alla Google della sua epoca, un fenomeno a livello internazionale.
Oggi, 27 Febbraio 2010 è il 50° anniversario dalla sua scomparsa, con questo post desidero rendere omaggio al più grande imprenditore italiano, un vero esempio da seguire per tutti gli imprenditori e per coloro che hanno l’ambizione di intraprendere con serietà questo lavoro.
A titolo esemplificativo, al ritorno da un viaggio di studi negli U.S.A., attua un consistente programma per modernizzare l’Olivetti.
In seguito, intraprende la costruzione di nuovi uffici, edifici industriali, funzionali e con una organizzazione a misura d’uomo degli ambienti, oltre alle case per dipendenti, asili.
L’Olivetti, con le sue capacità manageriali, divenne un’azienda all’avanguardia nella ricerca, nel miglioramento continuo, ed allo stesso tempo anche simbolo di sperimentazione, per armonizzare lo sviluppo industriale con i diritti umani.
Queste modifiche, determinarono il notevole incremento della produttività e delle vendite dei prodotti.
Il capolavoro dei prodotti dell’Olivetti era rappresentato dalle calcolatrici meccaniche, in seguito elettromeccaniche, della linea “Divisumma”. Apparecchio, in grado di effettuare calcoli complessi, presente per decenni negli uffici di ogni istituto finanziario del mondo.
Oltre alle sue abilità come industriale, filosofo, si pone in risalto anche la sua passione per la politica, da un suo celebre discorso ai lavoratori, si evince: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”.
Tra le sue iniziative, in seguito, ad una visita agli inizi degli anni ’50 ad Harvard, prestigiosa Università degli U.S.A., intraprese la decisione di fondare a Torino l’IPSOA, con un corpo docente costituito da insegnanti americani.
L’obiettivo principale quello di importare in Italia la nuova cultura imprenditoriale, basata sulla libertà, competitività, responsabilità,… tutela della trasparenza e della concorrenza.
Gli insegnamenti che Adriano Olivetti ha lasciato in eredità a tutte le generazioni sono molteplici, le idee, gli ideali, la concezione industriale, la responsabilità sociale dell’impresa; vero pioniere di un mondo migliore.
Le riflessioni che scaturiscono dalla studio, dalle ricerche, dalla lettura di tutto il materiale che riguarda l’Olivetti, una in particolare nasce spontanea: Perchè, in una fase delicata della sua storia, l’Olivetti, azienda unica per know-how, cultura internazionale, competenze,… non ha ricevuto i medesimi finanziamenti pubblici di cui hanno usufruito altri “grandi” gruppi industriali italiani?
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