A livello nazionale, la migliore università è La Sapienza che si classifica al 25° posto nel mondo per la migliore facoltà in Scienze naturali (biologia, fisica e chimica).
Una opportuna segnalazione, riguarda il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna, tra i migliori 25 in Europa.
Questo corso di laurea, ha la caratteristica di non richiedere il test d’ingresso, il motivo è collegato al fatto che si iscrive un numero limitato di studenti. Questo aspetto, comporta il grande vantaggio dal punto di vista dell’apprendimento, perchè permette un rapporto più stretto con i docenti.
Tra parentesi, tanti studenti sono alle prese con una decisione importante inerente all’interrogativo di come scegliere la laurea e l’università giusta.
Per svolgere questa professione, sono richiesti particolari requisiti: Capacità di analisi e di ragionamento astratto, di organizzazione e pianificazione, di concentrazione, di lavorare in team, attenzione al dettaglio, creatività.
Per intraprendere questa attività, come chimico professionista si richiede di solito la laurea; si evidenzia, la necessità di disporre di un dottorato di ricerca per la carriera presso le università e gli enti di ricerca pubblici, mentre, per l’occupazione in ambito sanitario è richiesta la specializzazione.
Gli sbocchi professionali dei chimici sono molteplici, ad esempio, in qualità di professori e ricercatori nelle università, nelle scuole secondarie, nei laboratori di organismi pubblici di ricerca, a livello europeo, il prestigioso CERN, in Italia, il CNR, l’ENEA,…nei laboratori di ricerca industriali, nelle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA).
Ulteriori possibilità di occupazione, nel campo della chimica sono molteplici, le imprese nazionali e internazionali che hanno bisogno di questa figura sono molte, in special modo, al controllo della qualità, all’innovazione,… Inoltre, a titolo esemplificativo, sintesi organiche nell’industria farmaceutica, sistemi di qualità secondo le norme ISO9000, ISO14000, EMAS.
Per ulteriore approfondimento, un sito utile: chimici.it
Ultimo aggiornamento: 03 Agosto 2011
Per le tue ricerche, inerenti l’Università e il mercato del lavoro, per disporre di informazioni utili e affidabili, tra le fonti, siti di lavoro, blog sul mondo del lavoro, a cui attingere, ad esempio, hai la possibilità di esplorare, in “Formazione”, “Offerte di Lavoro”, “Concorsi”, “Professioni e Mestieri”, “Lavoro Estero”, “Attività in proprio”, nella sezione Categorie, colonna destra, su questo sito web “GiovanniVolpe.it”.
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Ciao, sono Giovanni Volpe, in questo spazio pubblico articoli, con riflessioni, analisi e consigli.
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Salve, vorrei chiedere un consiglio riguardo la laurea in chimica. Dunque, io sono laureato in archeologia, (ex cons. beni culturali), ed il mio sogno era fare diagnostica e conservazione. Vorrei chiedere se reiscriversi a 32anni per prendere la triennale sia fattibile, per poi uscire a 35/36 senza nessuna esperienza, che prospettive ci sono? Inoltre, diciamo che a conoscenze matematiche e fisiche sono messo male.
Vi ringrazio dell’attenzione, cordiali saluti.
Ciao Alessandro,
benvenuto,
Probabilmente, è opportuno, tenere in considerazione il fatto che per i responsabili della selezione del personale, è rilevante anche il tempo impiegato per conseguire la laurea e l’età.
Differente, se il tuo obiettivo è di dedicarti a questi studi per passione, per soddisfazione personale o per una tua futura iniziativa.
Come ulteriore alternativa, puoi prendere in considerazione di valutare la possibilità di intraprendere una Attività in proprio.
Ad esempio, puoi navigare nel mio blog, in Categorie (nella colonna destra) “Attività in proprio”.
Grazie per il commento
Gianni
Salve, sono una ragazza che si è iscritta da circa un mese alla facoltà di chimica… ho 19 anni, sono al primo anno. Comunque, essendo che provengo da un liceo classico le mie basi di matematica non sono molto solide, le mie paure sono tante,secondo lei riuscirò a farcela? O mi sto imbucando in un veicolo cieco???… Cordiali Saluti, Vanessa.
Ciao Vanessa,
benvenuta,
E’ consigliabile, prima di tutto effettuare una autovalutazione, inerente le reali motivazioni che ti hanno spinto a scegliere questa facoltà. Subito dopo, puoi concentrarti per migliorare la tua conoscenza di una determinata materia.
Inoltre, ti segnalo, un mio recente post: http://www.giovannivolpe.it/come-scegliere-la-laurea-e-luniversita-giusta/
Grazie per il commento
In bocca al lupo
Gianni
Salve
Ho appena finito il Liceo Scientifico, con un voto non grandioso per la verità. Nonostante questo avrei scelto un percorso universitario che so essere impegnativo. Mi piace molto Chimica ed intenderei quindi proseguire i miei studi in questo campo, pensando o a Chimica dei materiali (a Bologna) o Scienza dei materiali (interfacoltà tra Chimica e Fisica, a Padova o a Milano Bicocca). Sono ancora indecisa. Molti mi pressano orientandomi verso biotecnologia (con eventuale ramo industriale in seguito, dal momento che io sono più orientata verso un lavoro all’interno dell’industria, piuttosto che verso il ramo farmaceutico o medico biologico in senso lato). Il fatto è che mi spaventa un po’ sapere, dagli ultimi dati emersi, che i laureati in Chimica (anche con specialistica) hanno in pratica poca possibilità di trovare un lavoro.
Non saprei dire come stanno esattamente le cose per i laureati in Scienza dei materiali, settore che per la verità in teoria almeno potrebbe promettere bene. Avrebbe per favore qualche consiglio da darmi in merito?
Sono un po’ spaventata in effetti dalla difficoltà degli studi, ma ancora di più dall’idea di affrontare un percorso impegnativo per poi non trovare un lavoro adeguato.
Ciao Cristina ,
Il tempo dedicato alla ricerca, all’analisi, alla riflessione, inerente la scelta della facoltà, incrementa le possibilità di prevenire errori.
Le richieste del mercato del lavoro, per una determinata materia e relativa professione, può presentare delle oscillazioni nel corso del tempo.
Inoltre, in considerazione dell’impegno richiesto dalle alternative che stai valutando, è opportuno effettuare la scelta in base anche alle tue attitudini e passione.
Comunque, Chimica è richiesta dal mercato e può rappresentare una buona scelta.
Ti segnalo, un mio post:
http://www.giovannivolpe.it/come-scegliere-la-laurea-e-luniversita-giusta/
Oltre, a navigare, in “Formazione”, nella sezione Categorie, colonna destra, su questo sito web “GiovanniVolpe.it”.
Ti ringrazio per il commento.
In bocca al lupo
Gianni
Grazie per la risposta, davvero. Lei è davvero un persona gentile.
Ho letto qualcosa dei link che molto gentilmente mi ha inviato. Se devo essere sincera io da quello che ho letto capisco che di Chimici in Italia non c’è tanto bisogno, la metà dei laureati specialistici non lavorano dopo 5 anni di studio e un anno o più di ricerca lavoro. Dicono che il motivo è la continuazione degli studi.Visto che la statistica li considera ” senza lavoro ” vuol dire che stanno continuando a studiare a spese proprie, senza un euro di stipendio. Va bene. Però io mi chiedo allora quanto tempo devo mettere in conto prima di iniziare a lavorare. In quel link c’è anche scritto che i chimici, i matematici e i fisici, comunque guadagnano meno di tutti gli altri laureati, o quasi. Io non voglio sembrare troppo attaccata ai soldi però bisogna anche pensare a quelli perchè non posso dipendere sempre dalla mia famiglia. E poi non mi sembra nemmeno giusto, idealmente. Alla fine magari un perito chimico, o aiuto cuoco, prendono più di un laureato in chimica. Va bene, non sto dicendo che costoro non debbano guadagnare. Mi chiedo semplicemente se vale davvero la pena studiare tanto per poi sentirsi considerati poco. Magari anche sì, vale la pena, fare un lavoro che piace può essere impagabile. Ma poi la mastercard ci vuole sempre, come dice la pubblicità. Insomma, ci devo pensare meglio. Anche il tempo dedicato agli studi è un investimento, in fondo. Non tanto in fondo. Sarebbe meglio se il telegiornale invece di dedicare tutto quello spazio a chi ha ucciso o no la vittima di turno e come e perchè è successo, dedicasse un po’ più di tempo a dare informazioni certe su cosa è meglio studiare,e cosa no. Se proprio interessa trovare un assassino magari potrebbero cercare chi ha ucciso la chimica in Italia. Mi hanno detto che un tempo in Italia l’industria chimica c’era e era importante, oggi non più. A me sembra che all’estero la Chimica sia considerata in modo diverso e chi la studia sia utile e ben considerato. Ma io non vorrei andare via dall’Italia. Comunque grazie per il suo interessamento. A volte un interessamento gentile vale più di tante statistiche.
Buona estate, Cristina.
Ciao Cristina,
Ti ringrazio per le gentili parole nei miei confronti.
Il tuo impegno nella ricerca della facoltà più idonea alle tue esigenze, ti permetterà con molta probabilità di fare centro al primo tentativo.
Condivido le tue osservazioni e riflessioni, attinenti il mondo dell’università, il mercato del lavoro, i mass media.
Per allargare le tue opportunità di scelta, ad esempio, puoi prendere anche in considerazione Ingegneria, per gli ottimi sbocchi professionali e stipendi consistenti.
Pongo alla tua attenzione questo post:
http://www.giovannivolpe.it/ingegnere-laurea-in-ingegneria-migliori-universita-e-prospettive-occupazionali/
Sei sempre la benvenuta, per scambi di opinione, per richiesta di ulteriori delucidazioni.
Buona estate
Gianni
Ri-grazie per il commento. Sì,infatti, ingegneria. In effetti ingegneria ha un suo perchè. Diversi miei compagni di classe si stanno decidendo proprio per ingegneria, ognuno per un’ingegneria diversa. La sorella di una mia compagna ha appena fatto la triennale a Fisica, e passa anche lei a ingegneria, ha scelto ambientale perchè pare darà sbocchi certi. Qualcun altro sta scegliendo ing. biomedica, anche quello è un settore che dicono tirerà parecchio. C’è anche ingegneria dei materiali, ho visto, ora non ricordo in che città, ma c’è. E questo potrebbe essere attraente effettivamente. Almeno dal punto di vista dell’occupazione. Poi per dirla proprio tutta …..il chimico , o lo scienziato, dei materiali studiano il materiale appunto, con l’idea di trovare idee o materiali nuovi, l’ingegnere è quello che trova il modo migliore di produrre quei materiali inventati da altri. Ecco, io preferirei sapere come trovare un materiale nuovo, più che applicarlo. Però vale di sicuro la pena di considerare anche la parte di ingegneria. Indago meglio. Le saprò dire quando avrò deciso. Da una parte in effetti c’è il desiderio di fare ciò che più interessa, dall’altra bisogna anche fare i conti con la necessità, si tratta di capire se è giusto sognare un po’ e mettersi anche alla prova, che del resto se non si fa adesso poi mica si può più tanto, oppure se badare proprio al sodo. Riscriverò verso la fine di agosto. Per allora dovrò avere deciso di sicuro perchè dovrò aver già anche fatto la domanda di iscrizione ai test di ammissione o di verifica delle competenze. A seconda della città, ci sono o l’uno o l’altro quindi….Bè, saprò dire come andrà e il perchè deciderò per una cosa o per l’altra.
Intanto grazie ancora.
Ciao Cristina,
E’ opportuno e giusto, valutare con la massima attenzione i pro e i contro di una decisione così importante.
Nel caso, tu decidi di scegliere Ingegneria, è opportuno per i relativi vantaggi, considerare di optare per il Politecnico di Milano o di Torino.
Buona scelta
Gianni
Alla fine ho già scelto. Già si fa per dire ma pensavo di arrivare proprio alla fine di agosto invece sono già qui. Ho scelto Scienza dei materiali.
Intanto posso dire che ingegneria alla fine mi sembra un ripiego un po’ triste almeno per me. Penso che se proprio proprio posso sempre passare a ingegneria con la +2 come ha fatto la sorella della mia compagna. Ma come base di partenza ingegneria non mi convince.
Scienza dei materiali mi sembra il giusto mezzo che tiene aperte più porte. Che sia allo stesso più flessibile e si possa adattare meglio ai mutamenti, ma allo stesso tempo più concreta e specializzata e a suo modo meno generico-campata per aria. E si avvicina molto al mio ideale, a quello che mi piacerebbe fare in concreto. Sono andata in Facoltà, ho potuto parlare con un paio di professori, ho visto l’ambiente, e i laboratori. Ho visto bene i piani di studio. Il ciocco secondo me è passare il primo anno, poi dopo non dico che le cose diventino più semplici, ma si passa di più su materie con belle parti di laboratorio, e la cosa mi sembra un po’ meno meno impervia e molto più interessante. Anche le prospettive di lavoro per gli scienziati dei materiali sulla carta mi sembra ci siano. Poi non è detto, in pratica, ma non mi sembra nemmeno così drammatica la situazione. Cioè un po’ lo è. In questi giorni i miei non hanno fatto altro che commentare quello che succede nella finanza e sembra che vada tutto per aria. Quindi per aria per aria meglio provare a rischiare un po’ di più su qualcosa di più futuribile ma anche flessibile come Scienza dei materiali. E’ che mi piace di più. Al limite toccherà andare all’estero a lavorare, lo so, non è bello, ma ho capito che bisogna pensarci. Uno scienziato dei materiali è richiesto anche fuori dell’Italia, un ingegnere secondo me può stare solo qui e se le cose vanno davvero male mi sa che non ci sarà più bisogno neanche di tanti ingegneri. Insomma, messo insieme il mio vero interesse personale + le prospettive incerte per tutti sono portata a pensare che uno studio con
1-belle parti teoriche di base multi settoriali (sia chimica che fisica oltre matematica che c’è sempre);
2-altrettante parti applicative che poi si possono approfondire bene con la specialistica a seconda del ramo di studio che più interessa o è più appetibile;
3-con legami con le esigenze delle nuove ricerche o industrie del futuro;
4-con connessioni con l’Italia, almeno quella parte di Italia che prova a guardare al domani, ma anche allacciato al mondo, che non si sa mai.
Ecco, uno studio così, può rendere le cose un po’ più rosa.
Quindi non resta che decidere se Padova o Milano.
Padova dicono sia un po’ più quotata come didattica. Ma Milano è più connessa con le industrie lombarde e anche con l’Istituto di ricerca. Vedrò più avanti dove andare tra le due. Ma il dado è tratto: Scienza dei materiali.
Ciao Cristina,
bentornata,
Desidero evidenziare il tuo modus operandi, il tuo impegno nella ricerca di informazioni, la riflessione e l’analisi approfondita, un vero esempio per tanti ragazzi e ragazze, ti ha permesso di effettuare la scelta più giusta in base alla tua passione, attitudine, oltre alle richieste del mercato del lavoro.
Sono fiducioso che riuscirai a conseguire la laurea in Scienza dei Materiali con grandi soddisfazioni personali, con l’augurio di riuscire anche a rientrare tra i più illustri scienziati in Scienza dei materiali.
Sono sempre disponibile ad ulteriori scambi di opinione e di esperienze.
Ti ringrazio per la tua partecipazione, per aver voluto condividere il frutto della tua ricerca di informazioni anche con tutti gli altri lettori del blog.
In bocca al lupo
Gianni