Essere senza lavoro, comporta per tanti diventare anche un senzacasa.
L’arte di sopravvivere, con qualche ora di lavoro, o allungando la mano o il cappello, per una manciata di centesimi al giorno; gli sforzi per mantenere integra la propria dignità di essere umano, esempio di vita reale di Persone vere, oneste.
Mentre, la classe politica, i dignitari di Stato, sono troppo occupati in altre questioni,… e la classe dirigente, l’élite, è concentrata nei propri affari, un numero sempre maggiore di Persone, di differenti fasce sociali, sono abbandonate al loro destino.
Le strade sono sempre più popolate da clochard, uomini, donne, adulti della terza età, cittadini, che la perdita del lavoro, le misere pensioni, la mancanza di indennità di sostegno,…i pregiudizi, l’indifferenza, l’incultura, costringono ad una esistenza disumana.
In riferimento, alle recenti stime più attendibili, il numero delle Persone obbligate a vivere per strada ammontano a circa 100.000!
Possiamo continuare a girare la testa da un’altra parte, facendo finta di niente?
Ad esempio, il costo della manovra del governo al momento in carica, inerente l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa, con esclusione delle abitazioni signorili, ville e castelli, per i redditi medio-alti, è di circa 3 miliardi di euro l’anno.
In considerazione, che qualche centinaio di euro l’anno, non cambia la vita più di tanto ai redditi medio-alti; come utilizzo alternativo, con questa cifra è possibile acquistare un monolocale per 100.000 homeless (Calcolo: Monolocale di 30 mq a €2.000 al mq = €60.000 x 100.000= € 6.000.000.000) con le entrate di 2 anni è possibile risolvere il “problema”.
Invece, per fini elettorali,… si abolisce questa imposta, senza tenere conto dei drammi umani, dei decessi per ipotermia, dell’incremento dei crimini, della paura, …!
Noi, andiamo in giro a testa alta, convinti che tutto ci è dovuto, che siamo i più bravi, i più intelligenti, sempre più chiusi in un esasperato individualismo, impregnati di vanità, di eccesso di protagonismo; ormai i princìpi, i valori, il senso di umanità, la felicità, non fanno più parte per tanti tra noi delle nostre convinzioni più profonde, siamo troppo occupati a realizzare il nostro io!
Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ha raggiunto ed oltrepassato da tempo il limite.
E’ inaccettabile, il perdurare di queste situazioni.
La classe politica, ha il dovere, invece di concentrarsi solo su questioni che interessano una piccola minoranza, oltre su tutti i privilegi che si sono attribuiti, di dedicare il tempo per cui sono profumatamente pagati, nel trovare ed applicare una equa soluzione a questi temi.
Il diritto naturale al lavoro, non può essere negato e calpestato.
Il disagio, il malessere, l’insoddisfazione, coinvolge giovani, donne, impiegati, operai, agricoltori, tecnici, artigiani, piccoli imprenditori, manager,… le conseguenze di questa mancanza di responsabilità da parte della classe politica, purtroppo, come è logico aspettarsi e la storia insegna, ma, a molti fa comodo dimenticare, può dar luogo a molteplici ed imprevedibili forme di reazione, con l’augurio che siano sempre iniziative pacifiche e civili!
Prima che sia troppo tardi, è opportuno prevenire, sarebbe ora, con provvedimenti, Riforme del Lavoro innovative, adeguate ai tempi, non limitarsi a qualche piccolo ritocco di facciata del tutto inadeguato.
Perchè, usiamo il termine clochard e non la parola barbone?
Perchè, tanti clochard sono discriminati, aggrediti, picchiati, derubati, bruciati,… ?
Tu, cosa pensi?
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