Tra le molteplici possibilità, la mia scelta ricade sul desiderio che si diffonda sempre più una visione più profonda della vita, una maggiore autenticità.
Mettere da parte, la pigrizia, la sfiducia, concentrare la propria attenzione, con passione ed entusiasmo, per intraprendere nuove esperienze, allargare i propri orizzonti, gestire nel migliore dei modi i grandi cambiamenti in atto.
Ma, prima di tutto, ritroviamo il piacere delle cose vere, dall’amicizia, all’amore, alla profondità dei sentimenti, ridimensioniamo e attribuiamo agli oggetti la giusta importanza!
Il 2009 è stato contrassegnato da una serie di eventi e di azioni, in particolare da una moltitudine di esponenti detentori il potere, politico, finanziario,…il perdurare della vanità, della malvagità, del sadismo, dell’egoismo, di falsi valori,…la strumentalizzazione della paura,…il saccheggio continuo della cosa pubblica…
Il più grande augurio per il nuovo anno, che in tanti riusciamo ad acquisire la consapevolezza della necessità dell’impegno collettivo, di essere meno accomodanti, comportarsi più da uomini e donne responsabili, non lasciare tutto il peso solo sulle spalle di pochi coraggiosi e volenterosi, che dedicano una parte consistente del loro tempo per il bene comune.
Il raggiungimento di un obiettivo, di una Riforma, viene condiviso dall’intera società, non è giusto restare alla finestra, classico comportamento da opportunisti, che non fa onore all’individuo che si comporta in un modo simile.
Tra le mie aspettative per il 2010, una nuova organizzazione sociale, in sintonìa con i tempi, mettere in pratica il diritto naturale al lavoro per ogni Persona. Teniamo sempre presente, ed offriamo tutto il nostro impegno per fare in modo che sia applicato nella vita reale, l’Articolo 1 della Costituzione Italiana:
L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro.
Da integrare in futuro, quando in Parlamento potremo rieleggere i nostri rappresentanti mediante il voto di preferenza, con un Articolo simile alla “Dichiarazione d’indipendenza americana che proclamò la Felicità quale diritto universale di tutti gli Uomini”.
A tutti gli spiriti liberi, a coloro che si illudono di essere liberi, a tutti quelli che hanno intrapreso il viaggio per la ricerca interiore di se stessi,…
Forse, ho esagerato un po’ con le aspettative, probabilmente per alcuni, per altri con la forza di volontà, con la risolutezza,…con un “pizzico” di fortuna, sussiste la possibilità di conseguire almeno una parte.
I desideri di ciascuno, i sogni, la ricerca della Persona giusta, di un lavoro, possano realizzarsi.
Tanta gioia, serenità, a tutti i lettori, alle relative famiglie, all’intera Umanità.
Come è stato il tuo 2009?
Quali sono i tuoi …sogni per il 2010?
Buon Anno
Gianni
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Ciao, sono Giovanni Volpe, in questo spazio pubblico articoli, con riflessioni, analisi e consigli.
Iniziativa tangibile, di supporto, alle tante Persone in cerca
di lavoro, che desiderano migliorare quello attuale, o
intraprendere attività in proprio.
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Io nascevo nel 1965, e senza tante presunzioni sono cresciuto, ed ho vissuto i cambiamenti epocali che si sono verificati in questi anni. Ci accompagnano le tradizioni e, le ricorrenze.
E’ fine anno, tempo di bilanci e di discorsi. Cambia tutto, il modo di comunicare, il concetto di lavoro, il modo di fare politica (?), il modo di vivere. Insomma un sacco di cambiamenti, veloci veloci, tanto da rischiare di non avere il tempo di riflettere. Ma ogni tanto è anche bello dare un’occhiata a quello che è il nostro passato, proprio per non smettere di riflettere.
Stavo pensando che anche quest’anno il presidente della repubblica ci farà gli auguri, chissà su cosa volgerà le sue considerazioni, cosa ci farà notare, come ci presenterà il bilancio di un anno trascorso con la crisi. Sinceramente non ho idea dei temi che toccherà, ma preso da curiosità personale sono andato a guardare indietro nel tempo quando io ancora portavo il pannolino, quelli di stoffa, che poi la mia mamma lavava a mano.
Era il 1965 ed il presidente si chiamava Saragat, la televisione era ancora un lusso per pochi, e l’Italia era profondamente diversa.
O forse no?
Il discorso intero l’ho trovato qui:
http://www.felicianum.it/fine_anno_1965.html
e ne ho estrapolato una parte che mi sembra possa rendersi utile augurio per il 2010.
… Il mio primo pensiero va a quelli di voi che nel corso del ‘65 sono stati provati dal dolore o colpiti dalla disoccupazione.
Le gravi privazioni per i lavoratoti colpiti dalla disoccupazione e per i loro familiari sono ben presenti a tutti coloro che si adoperano per combatterla: parlamentari, governo, partiti politici, sindacati, enti assistenziali, operatori economici.
Il mio augurio più fervido È che l’anno nuovo veda ridotta la disoccupazione ed avviata, in modo ancor più netto e risoluto, l’attuazione dell’articolo 4 della nostra costituzione, che solennemente dichiara: “La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto“.
Quanti passi ancora dovrò fare per vedere qualcosa di cambiato in meglio?
Auguri
Michele.
Si in effetti è tutto molto veloce e caotico il tempo che stiamo vivendo, non c’è spazio x ragionare e riflettere siamo avvinghiati da troppe problematiche e viviamo uno strano stato psicoconfusionale , io da buon 57 mettendo paragone fra queste due epoche trovo uno spazio che abbiamo percorso troppo velocemente, abbiamo percorso 50 anni come fossero il triplo, pagheremo uno scotto tremendo tutto ciò, stà arrivando il tempo delle lacrime assieme al non ritorno………Mauro…..