Formatore, professione chiave, nella società della conoscenza.

21 aprile 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Nella società dell’informazione, il sapere, riveste un ruolo di primaria importanza, sia a livello personale, nello specifico per il proprio bagaglio culturale, per l’evoluzione della propria personalità, sia per disporre delle conoscenze tecniche,… per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Il ruolo svolto dalla figura professionale del formatore, è sempre più necessaria e indispensabile nelle piccole, medie e grandi aziende, per l’aggiornamento continuo e per le relative specializzazioni, inerenti i molteplici profili richiesti dalle imprese.

Tra i possibili percorsi di carriera, in un’azienda, il formatore può ambìre a diventare anche direttore del personale.

Per intraprendere la carriera di formatore, tra i requisiti richiesti, in generale, oltre ad una laurea che consente d’insegnare,  è in special modo indicata una laurea in Scienze della Formazione, in più disporre di:

  • Capacità di relazioni interpersonali;
  • Doti tecniche, relative alle proprie materie;
  • Aggiornamento continuo;
  • Iscrizione all’albo (non obbligatoria).

 

Inoltre, per chi ha intenzione di diventare formatore, è possibile iscriversi a corsi di formazione ad hoc e master specifici.

Molteplici le abilità necessarie, l’empatìa, tecniche di comunicazione, attitudine ad applicare moderni metodi di insegnamento,… padroneggiare il computer con i relativi programmi, oltre all’uso di vari strumenti multimediali.

Il formatore, può svolgere il proprio lavoro, in qualità di libero professionista, ad esempio, presso società di consulenza o da indipendente, in alternativa, come dipendente di una scuola di formazione o lavoratore dipendente di una impresa.

Mentre, per lavorare in enti di formazione pubblici, è richiesto il superamento di un concorso statale.

Nello specifico, determinate Regioni, tra l’altro prevedono un Albo Professionale dei Formatori.

Per quanto concerne, le prospettive relative ai compensi, i dipendenti di imprese private, di solito sono inquadrati a livelli medio-alti, anche come dirigenti.

Mentre, nel caso dei liberi professionisti, le prospettive di guadagno sono collegate al volume d’affari e alla quotazione di mercato del professionista.

Per ulteriore approfondimento, puoi prendere in considerazione di navigare sul sito web dell’Associazione Italiana Formatori (AIF).

 

Qual è la tua Esperienza o Esempio?

 

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