Il lavoro del Dirigente d’Azienda, ruolo chiave all’interno di una Organizzazione vincente.

26 aprile 2010 di Giovanni Volpe

dirigente-aziendaTante Persone, hanno una visione cinematografica di questo lavoro, che al limite riguarda solo un piccolo numero di top manager; per la mole di lavoro, le responsabilità, le competenze, il peso delle decisioni,…la realtà è ben differente.

Anche in questo lavoro si riscontrano degli eccessi, ad esempio i top manager con compensi di milioni di euro, mentre tanti dirigenti con elevata professionalità, determinanti per il successo dell’azienda, percepiscono retribuzioni inadeguate al ruolo, ai risultati

Lo stipendio lordo medio, dopo anni di carriera è di circa €125.000 lo stipendio lordo iniziale di un neo dirigente intorno ai €55.000.

I titoli di studio più indicati, la laurea in Economìa, Ingegnerìa,…Marketing,  Giurisprudenza,… .

I requisiti, per svolgere in modo ottimale questo ruolo, sono molteplici, in riferimento alle più aggiornate skill richieste, da parte di imprenditori illuminati, head hunter e dalle più qualificate direzioni del personale: Leadership, empatia, personalità, abilità psicologiche, motivazione, strategìa, autodisciplina, apertura mentale, curiosità culturale, gestire il cambiamento, comunicazione.

Il dirigente con doti da leader, ha la capacità di coinvolgere, di motivare, guida con l’esempio quotidiano.

Stile di leadership innovativo, il vero leader aiuta, crea le condizioni ottimali, per permettere ai collaboratori di conseguire gli obiettivi.

Ha la capacità di creare organizzazioni orientate al continuo apprendimento.

L’elemento che contraddistingue è la reale passione e predisposizione, l’aggiornamento continuo.

Il lavoro svolto, dal singolo dirigente o da più dirigenti, dalla strategìa all’organizzazione, dal marketing alle vendite,…le decisioni operate ogni giorno, sono vitali per la gestione dell’impresa, intraprese dal dirigente d’azienda nell’esercizio delle sue funzioni, esprimono in modo tangibile quanto possa essere decisivo all’interno di un team, di una moderna azienda disporre di uno o più di simili collaboratori .

I top manager sono super pagati e in tanti casi non rispondono dei loro “errori”, vedi l’esempio di tutte le crisi finanziarie del nostro Paese e non solo, il comportamento da saccheggiatori, godono di una quasi impunità; non può essere paragonato all’onesto e al duro lavoro svolto da milioni di dirigenti, in Italia e in tutti gli altri Paesi.

La tendenza a colpevolizzare una intera categorìa, di fare di tutta l’erba un fascio, solo in base al comportamento di un piccolo numero, solo per vendere qualche copia in più di giornali o incrementare l’audience di un canale televisivo!

Da rivedere i criteri di selezione, il problema anche per questa categoria consiste nel fatto che in molti accedono a tali posizioni, per appoggi della propria famiglia, di politici,… in questi casi purtroppo, la competenza, l’onestà, l’impegno, non sono presi nella dovuta considerazione, sono irrilevanti.

A questa professione aspirano in tanti, anche privi di una solida preparazione, attitudine, reale motivazione,… solo per presunzione, arroganza, per il disporre dei contatti “giusti”, per presunti diritti acquisiti per nascita in certe famiglie,…probabilmente attratti in realtà solo dall’aspettativa di possibili alti compensi, inerenti stipendi e possibili imbrogli.

Questi lavoratori, sono tra quelli che pagano in modo più incisivo, specie nei periodi di crisi economica, in quanto detengono il più alto tasso di non rientro al lavoro.

Nel corso delle mie letture di aggiornamento, un dato mi ritorna in mente con una certa regolarità, in una ricerca effettuata dal Censis a suo tempo, nel nostro Paese il livello di demotivazione dei lavoratori è del 90%, questo sottolinea la mancanza di leadership, sia nelle aziende private che nel pubblico, con il conseguente eccessivo numero di fallimenti, oltre alle dimensioni aziendali per tante piccole aziende condannate al nanismo.

La gestione aziendale tradizionale è superata. E’ necessario creare una nuova cultura organizzativa, in special modo nelle piccole e medie imprese, adeguata al nuovo contesto competitivo e alle dinamiche ambientali.

Il dirigente è un direttore d’orchestra, la Persona che può fare la differenza in un’azienda, come l’allenatore in una squadra.

Libri da leggere:

 

Ultimo aggiornamento:  9 Maggio 2013

 

Qual è la tua esperienza o esempio?

 

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  1. Simone scrive:

    “Il dirigente è un direttore d’orchestra, la Persona che può fare la differenza in un’azienda, come l’allenatore in una squadra.”

    Bellissimo. Adesso sono in 5 liceo scientifico e un giorno spero di poter essere un dirigente in gamba!

    Farò economia e commercio con grande probabilità…

  2. Giovanni Volpe scrive:

    Ciao Simone,
    benvenuto,

    Ti ringrazio per il commento.

    In bocca al lupo
    Gianni

  3. Nicola scrive:

    Molto chiaro ed esaustivo il suo commento.

    Mi trovo in questi giorni, a decidere se accettare o no la proposta di diventare direttore di stabilimento nell’azienda in cui lavoro da 15 anni, da 5 come resp. di produzione, 150 dipendenti nel settore chimico.
    Il mio titolo di studio è la 3° media, ho buona attitudine alla leadership so gestire il personale e motivarlo, secondo lei può bastare? La ringrazio.

  4. Giovanni Volpe scrive:

    Ciao Nicola,
    benvenuto,

    Il tuo caso, è la prova concreta dell’importanza dell’esperienza lavorativa, presumo anche lo studio come autodidatta, l’aggiornamento, per fare carriera.
    La tua sensibilità, la tua autovalutazione, il desiderio di migliorare sempre più, ti permetteranno di svolgere la nuova mansione nel migliore dei modi.

    In bocca al lupo
    Gianni

Dott. Volpe Giovanni (80x80) Ciao, sono Giovanni Volpe (fondatore e autore: "Il Blog di Giovanni Volpe") www.giovannivolpe.it In questo spazio, consigli utili,... idee. Per trovare lavoro, attività in proprio,... Ho scritto e pubblicato dalla nascita del Blog, 1.330 post. Licenza Creative Commons
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