Uno studio recente del Dipartimento del Lavoro britannico, ha riconfermato precedenti ricerche condotte da altri prestigiosi centri studi e dimostrato in maniera evidente che la produttività di Persone, impiegati, manager,… di mezza età e oltre, non è in alcun modo inferiore a quella dei giovani.
Il mio personale augurio, che simili indagini, ricerche, possano scuotere in special modo la mentalità, la coscienza, l’interesse, di certi “datori di lavoro” oltre i responsabili della selezione, improvvisati, non aggiornati in modo ottimale a riguardo o con limitati orizzonti.
In un contesto internazionale, sempre più caratterizzato da una agguerrita competizione, le aziende italiane, oltre alle migliori a livello internazionale, di maggior successo hanno percepito ed agito di conseguenza, in particolare con la decisione già realizzata in molti casi, di dotarsi di collaboratori dotati di ben definite skills, personalità,…per creare una organizzazione moderna, efficiente ed efficace; una squadra con Persone dalle competenze ben distinte e complementari, con cui affrontare nel migliore dei modi i relativi competitors a livello nazionale ed internazionale.
Il prezioso contributo anche degli over40 e degli over50 è determinante per la professionalità, l’esperienza, la creatività, il know-how,.. abilità perfezionate nel corso del tempo, il tutto integrato dai talenti, dalle capacità dei giovani ed in particolare dalle specifiche caratteristiche delle donne, per creare team vincenti.
Il diffuso errore commesso da molte aziende, le quali licenziano collaboratori over40 competenti, efficienti e produttivi, per assumere ragazzi inesperti di 20 anni.
Il rischio consiste nell’utilizzare anche per i lavori che richiedono grande esperienza e professionalità dipendenti privi dei necessari requisiti, con la conseguente riduzione della qualità.
Quello che intendo evidenziare è il pericolo per una sana gestione aziendale che si crea quando, al giusto numero di inserimenti di giovani, questa quota viene incrementata in modo abnorme solo per una questione di riduzione dei costi, tra l’altro nel lungo periodo illusoria. A direttori, manager, impiegati,…che con le loro abilità professionali, l’impegno,…permettono giorno dopo giorno il raggiungimento degli obiettivi aziendali, questo tipo di “politiche” di assunzioni, dal figlio di…, all’amico di…, fino all’inserimento solo di giovani per ridurre i costi, comporta in realtà un danno alla stessa impresa per il crollo della motivazione, ed alla società per l’eliminazione dal mercato del lavoro di milioni di Persone valide.
Qual è il livello di motivazione dei giovani che osservano i loro colleghi che a 30, 35, 40, 50 anni sono licenziati, solo per l’età!
Altra considerazione che scaturisce da queste azioni, riguarda gli effetti non positivi sulla domanda interna di prodotti e servizi. Quali conseguenze possono determinarsi sul benessere dell’intera collettività, dal continuo crescente incremento di cittadini con un potere d’acquisto sempre più ridotto o azzerato?
La formazione più urgente riguarda tanti datori di lavoro, che a tutt’oggi continuano a sottovalutare l’importanza dell’aggiornamento, non solo dei loro “dipendenti” ma soprattutto del proprio.
Al riguardo, si registra la presenza di una moltitudine di società e di enti (in)utili che orbitano intorno alla formazione.
Per affrontare e risolvere il “problema” dell’occupazione, del precariato, degli stipendi inadeguati, con la possibilità di varare una Legge adeguata, una seria Riforma del Lavoro, innovativa, adeguata ai tempi, al livello degli Stati più moderni, democratici, in vigore già da anni; sono indispensabili Persone, politici,… con elevata moralità, competenza, passione per il bene comune, contraddistinti dalla volontà di realizzare questi interventi.
Con obiettività, il punto debole, il grande gap del nostro Paese è di natura culturale.
Qual è la tua Esperienza o Esempio?
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