Il Sud è ancora una colonia? Riflessione sui dati del rapporto Svimez.

20 luglio 2009 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Il continuo rinvio dell’adeguamento del Mezzogiorno a standard di vita moderni, civili, rientra nelle responsabilità di una intera classe politica, che continua indifferente ad occuparsi di altre faccende.

I Savoia, subito dopo l’Unità d’Italia del 1861, smantellarono la linea ferroviaria Napoli-Capua, la prima in Italia e la trasferirono a Torino. Identica sorte di tutto l’oro, la flotta,…

Dopo circa 150 anni, nel 2009 continuiamo ad assistere ad un autentico esodo dei sudditi dalla Campania, Puglia, Sicilia,… nelle giuste dimensioni è normale la mobilità geografica dei cittadini all’interno del territorio, ma il fenomeno è a livelli spropositati, inaccettabili.

I laureati, in special modo, rientrano tra i massimi rappresentanti della cultura, costituiscono il nucleo della nuova ricchezza, del patrimonio di un territorio, di uno Stato.

Invece, sono sottopagati, con alte percentuali di lavori precari!

Da tanti centri studi, le ricerche, le analisi, confermano sempre più che emerge l’esigenza di attivare subito, una nuova organizzazione sociale, la necessità di un nuovo modello di vita.

Il rapporto sull’economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, segnala: “I meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del mezzogiorno italiano ‘un caso unico in Europa’, in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori ‘cervelli’ a cercare fortuna al centro-nord.

L’Italia, si legge nello studio, continua a presentarsi come un Paese spaccato in due sul fronte migratorio. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all’emigrazione.

Tra il 1997 e il 2008 circa 700.000 Persone hanno abbandonato il Mezzogiorno”.

In Italia, quando i “cittadini”, persone di tutte le classi sociali, impiegati, insegnanti, operai, tecnici, manager,…perdono il lavoro e si permettono di protestare pacificamente, qualche esponente del mondo politico, riduce il tutto a: ”Li manda la sinistra…”.

E’ possibile definire simili affermazioni, come manifestazioni di senso di responsabilità o di leggerezza?

 

Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2011


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  1. Francesco Bonfiglio scrive:

    Il problema del Mezzogiorno è il problema par exellence della nostra classe dirigente. Purtroppo l’Italia è un paese ancora troppo giovane e immaturo politicamente e culturalmente. Il problema del Mezzogiorno è molto più complesso di quanto sembra, c’è in gioco la geopolitica mondiale. Fin quando il Mediterraneo sarà controllato dagli anglo-americani, dai francesi o da quanti altri, il Mezzogiorno non avrà alcun potere di essere più indipendente e autonomo di quanto non sia stato adesso. La volontà politica che vede i palestinesi trucidati dagli israeliani, gli egiziani massacrati dagli integralisti, i clandestini che arrivano sulle sponde di Lampedusa come cadaveri galleggianti e così via è la stessa che vuole i meridionali emigranti e lontani dalla loro terra. Soltanto un dialogo pacifico e prolifico tra le due sponde del mediterraneo potrà dare nuova linfa al Meridione, luogo di incontro tra le culture e gli interessi dell’Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente.

  2. Ira Harnan scrive:

    This post is beyond awesome. I am always wondering what to do and what not to do so I will follow some of these tips.

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