Italia a Rischio Crack?

22 febbraio 2010 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Quali conseguenze nella vita di ogni giorno, per il lavoro, la casa, le pensioni, le imprese, le Persone senza lavoro,…?

Nel presente, sta emergendo in tutta la sua gravità, nell’immediato futuro ulteriori sviluppi, qualcosa che viene di solito sempre occultato all’attenzione dei cittadini, forse un giorno, al momento purtroppo ancora sudditi, di un piccolo Paese la cui posizione geografica si colloca tra l’Europa e l’Africa, si tratta del grande pericolo del Debito Pubblico italiano.

Il premio Nobel per l’Economia, Robert Mundell mette in guardia i mercati internazionali sullo stato del nostro Debito Pubblico, afferma: “L’Italia è la maggior minaccia all’Euro-zona. Un suo salvataggio sarebbe molto difficile”.

Questo avvertimento, si aggiunge a quelli rilasciati nelle ultime settimane anche dalla  Banca d’Italia e dalla Commissione dell’Unione Europea.

In riferimento, ai dati più recenti, il totale annuale delle Entrate Tributarie dello Stato ammontano a €471.000.000.000,00.

A chi deleghiamo, forse con una certa leggerezza, con quali criteri ogni anno sono amministrate queste ingentissime somme di denaro, frutto del duro lavoro degli italiani onesti!

Tanti personaggi del mondo politico e non solo, non hanno nella dovuta considerazione la storia, in special modo la Storia d’Italia dal 1861 al 1997 (Economica Laterza), la quale insegna che prendere in giro gli italiani, quando quest’ultimi anche dopo un periodo prolungato di tempo dispongono delle relative conferme di essere stati ingannati, ha delle particolari conseguenze per i diretti responsabili.

I segnali, si susseguono a ritmi sempre più crescenti, si resta allibiti dalla noncuranza dei diretti interessati, si gioca con la vita di decine di milioni di italiani, una classe politica, con l’eccezione di una piccola minoranza, senza alcun senso del dovere, non affronta le questioni urgenti, una seria Riforma del Lavoro, Welfare, Casa,…

In continuo aumento gli homeless, ex-piccoli imprenditori, ex-operai, ex-impiegati, ex-manager, ex-artigiani,…

Privi di tutele, tanti pensionati con importi sufficienti solo per l’affitto, giovani di 30 anni già in molti casi tagliati fuori dal mercato del lavoro, donne ancora discriminate, pregiudizi ingiustificati nei riguardi degli over40,…tutti senza Indennità di Sostegno, salvo alcune piccole iniziative a livello locale.

L’Italia che lavora, ed ai milioni di Donne e Uomini a cui viene negato il diritto naturale al lavoro, i precari, i piccoli imprenditori, i ricercatori, i pensionati, gli artigiani, gli agricoltori,… i manager, probabilmente la categoria più colpita, con la percentuale più bassa di rientri nel mondo del lavoro, per l’attuale disorganizzazione e inefficacia dell’attuale sistema, altro discorso per i top manager, i super privilegiati, con compensi sempre più distanti dalla realtà; tutti stanchi ed esasperati da questa inaccettabile situazione.

Per coloro che come il sottoscritto utilizza di solito i mezzi pubblici, ascolta ogni giorno le voci di dolore e di rabbia, oltre a notizie simili che arrivano da tutto il Paese, si eleva sempre più un solo grido: Basta.

Qual è la tua opinione?

 

Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2011

 

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