La morte sul posto di lavoro di 5 Donne, Operaie, a Barletta. Per (in)sicurezza sul lavoro e sfruttamento?

6 ottobre 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Le luci dei riflettori, sono già quasi completamente spente a tre giorni di distanza dalla tragica morte di 5 donne, operaie, in un laboratorio di confezioni, in una città del Sud, a Barletta.

Il dolore collettivo, le manifestazioni di solidarietà, la comprensione di queste inaccettabili realtà, non devono rappresentare solo un momento, o alcuni istanti, di umana comprensione, di condivisione del dolore, ma rappresentare un evento che possa scuotere gli animi, ed allo stesso tempo possa indurre ad agire, a chiedere a gran voce, tutti insieme, milioni di Persone, la fine di queste barbare forme di sfruttamento, di schiavitù legalizzata.

Il “classico”, triste, vergognoso, ancora presente fenomeno del lavoro sommerso, “in nero”.

Spesso, unica “opportunità” per tante brave Persone, di riuscire a guadagnare in modo onesto qualche euro per sopravvivere!

Rischiare la propria vita e in tanti casi perderla, per qualche euro, per la precisione 3,95 euro l’ora (circa la metà del minimo contrattuale), non si parla di un Paese dell’Europa dell’Est,… ma della “nostra”, “civile”, “democratica”, Italia, con innumerevoli luoghi di lavoro in cui la sicurezza sul lavoro è qualcosa di inesistente, a testimonianza di tutto ciò la dimostrazione tangibile che è crollato tutto ed ha sepolto 5 donne!

Chi sono i responsabili di tutto questo?

Comincia il classico balletto, il solito susseguirsi di un desolante scaricabarile?

Chi controlla?

A proposito, ci sono solo 1850 tecnici, su tutto il territorio nazionale, con compiti di prevenzione, in servizio presso le Asl, per controllare 6.000.000 di aziende!

Chi, ha il dovere civile, morale,… di indagare a fondo, senza prescrizione, impunità,… per fare giustizia?

La continua strage di morti bianche, o forse si tratta d’altro?

Tra le voci autorevoli che si sono levate per denunciare queste situazioni, porto all’attenzione dei lettori del blog, l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha lanciato un messaggio molto duro:

“L’inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l’accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità, e soprattutto l’impegno di tutti, poteri pubblici e soggetti privati, a tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e di vigilanza”.

La seconda che desidero citare, riguarda il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, il quale ha affermato: “Lo sfruttamento di esseri umani in catene produttive che somigliano a una forma moderna di schiavitù è una patologia che va estirpata, un indicatore di regresso e di inciviltà. Morire di lavoro è la più grande vergogna del nostro tempo. Non si può in alcun modo e per nessuna ragione giustificare il lavoro illegale”.

In conclusione, per completare la mia opinione, da questi eventi, ogni uomo, donna, ha il diritto-dovere di riflettere, ponderare ed agire, in considerazione della voce interiore della propria coscienza, della propria mente e del proprio cuore.

 

Fonte immagine: antennasud.com

 

 

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