La vita vera, la realtà quotidiana, con i problemi reali come il lavoro, occupano buona parte dei pensieri quotidiani di milioni di Persone.
Per molti giovani del Sud dopo i tanti sacrifici per conseguire la laurea, l’unica prospettiva per trovare lavoro è emigrare.
E’ possibile trovare una soluzione, solo con l’impegno individuale o in considerazione dell’enormità del problema è necessario un approccio differente?
In questi giorni, è stata pubblicata una ricerca della Banca d’Italia inerente la mobilità del lavoro in Italia.
Per le dimensioni crescenti del fenomeno, desidero porre in primo piano il dato che riguarda i laureati, che registrano l’impressionante numero di 80.000 emigrati in soli 5 anni, tra il 2000 e il 2005.
Lo studio dimostra che “il Mezzogiorno diventa sempre meno capace di trattenere il proprio capitale umano, impoverendosi della dotazione di uno dei fattori chiave per la crescita socio-economica regionale”. L’emigrazione dei “cervelli”, può comportare “un impoverimento di capitale umano che, a sua volta, potrebbe riflettersi nella persistenza dei differenziali territoriali in termini di produttività, competitività e, in ultima analisi, di crescita economica”.
Gli spunti di riflessione e di analisi, da cui è possibile partire per approfondire questo argomento sono molteplici.
Mentre scrivo, un flash per associazione, tra i miei pensieri appare l’immagine della riunificazione della Germania nel 1989.
In circa 20 anni, sono stati compiuti enormi progressi per ridurre le disuguaglianze, nell’incrementare le opportunità di lavoro, la qualità della vita,… tra le ex Germania Ovest e Germania Est.
Riapro gli occhi, provo solo per alcuni istanti, ad effettuare il tentativo di paragonare la situazione del Mezzogiorno ai progressi compiuti da altre realtà simili, con immenso dispiacere constato che i fatti dimostrano che in circa 150 anni dall’Unità d’Italia, le condizioni di vita del Sud sono sempre difficili a tratti disumane; in particolare di tanti milioni di cittadini, che hanno la necessità di guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro quotidiano, non usufruendo di alcuna rendita, beni patrimoniali o privilegi vari tramandati di generazione in generazione.
Il diritto naturale ad un lavoro continua ad essere negato.
Quali le ragioni di un così limitato sviluppo economico del Sud?
Il mondo immaginario, così abilmente diffuso da certe tv, ed il ruolo della classe politica sempre più lontana dai cittadini.
Per ulteriore approfondimento, è consigliabile la lettura di questo post, per comprendere a quali conseguenze può portare il fatto per una Persona di essere senza lavoro.
Quali sono le tue esperienze o esempi?
Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2011
Per le tue ricerche attinenti il mercato del lavoro, nello specifico relative alle varie figure professionali, per disporre di informazioni utili, tra le fonti, siti di lavoro, blog sul mondo del lavoro, a cui attingere, ad esempio, hai la possibilità di navigare, in “Professioni e Mestieri”, nella sezione Categorie, colonna destra su “GiovanniVolpe.it”.
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