Lavoro e Welfare nella civile Norvegia e nella (in)civile Italia?

26 maggio 2010 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

La grave crisi economica ancora in atto che ha colpito tante Nazioni, per quanto riguarda il mondo del lavoro, la produttività,… evidenzia il sistema Paese Norvegia vincente.

Perchè la Norvegia non ha risentito della crisi finanziaria?

La risposta è nel giusto equilibrio tra Stato nell’economia ed un ulteriore miglioramento del già ottimo Welfare.

Per i tanti politici e gli esperti a livello internazionale ed in particolare nella nostra Italia, forse con maggiore impegno, oltre all’umiltà ed alla sincera volontà di apprendere e in special modo di valutare la possibilità di attuare una simile politica economica, con grandi benefici per tutti i cittadini.

A suo tempo, “In Norvegia“, una dichiarazione espressa da Anders Aslund, un esperto di studi Scandinavi del Peterson Institute for International Economics di Washington, “c’è un gran senso di responsabilità. Se sei chiamato per fare tanto e sei pagato per fare quello, hai un dovere nei confronti dei tuoi elettori”.

Da citare anche Knut Anton Mork, un illustre economista della Handelsbanken di Oslo che aggiunge “il lavoro qui non manca, è abbondante. E il governo è sempre presente perché aiuta soprattutto i cittadini più disagiati”.

Sembra di sognare, non solo a parole, ma come dimostrano i fatti è una realtà, invece questo grande esempio positivo di civiltà, di moralità, di democrazia, di efficienza economica, oltre ad essere vantaggioso per l’intera collettività è già in atto da molto tempo in Norvegia e funziona molto bene.

Perchè, l’Italia non prova ad adottarlo?

O forse, questi personaggi intendono continuare a rinviare, a non decidere!

Troppo facile, governare facendo finta che certi problemi, evitabili, non esistono, ad esempio non varare le urgenti e necessarie leggi, Riforme del Lavoro e del Welfare, che costituiscono la priorità del Paese, basta con la propaganda, con vuote e insignificanti affermazioni.

E’ tempo di agire ed occuparsi delle Persone senza lavoro, giovani, donne, over 40, milioni di cittadini acquisiscono ogni giorno sempre più la consapevolezza di essere dimenticati dai governi, dalla casta probabilmente troppo occupata in altri affari, invece di affrontare ed intervenire tempestivamente per cancellare le ineguaglianze e garantire il diritto al lavoro per tutti i cittadini, con una indennità di sostegno nei periodi di disoccupazione, o con un reddito minimo garantito per chi non ha altre fonti di sostentamento.

Perchè, le conseguenze potrebbero essere imprevedibili, se nemmeno una recessione di portata storica come l’attuale scuote la classe politica; alcuni comportamenti, eventi individuali che la cronaca registra sempre più negli ultimi tempi, potrebbero trasformarsi in ben altro, quando le moltitudini esasperate da questa inazione, non avranno più niente da perdere.

Historia magistra vitae est, come insegna Cicerone, purtroppo si continuano a ripetere gli stessi “errori”, sempre a beneficio degli stessi ed a danno della maggioranza dei cittadini.

A questo punto, l’auspicio che una gran parte dell’opposizione si risvegli da questo lungo letargo, ed al tempo stesso la parte più sana della maggioranza possa allargare i propri orizzonti e riacquistare un maggiore senso di responsabilità, perchè probabilmente il limite è stato raggiunto.

Buon lavoro alle donne e agli uomini meritevoli.

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