Gli eccessivi carichi di lavoro del marito e della moglie, per quanto riguarda le ore da dedicare ogni giorno sui luoghi di lavoro, oltre all’interno della propria casa, comportano una serie di pesanti conseguenze anche a livello di salute.
Le cause di questa situazione, sono in parte dovute alle crescenti e continue richieste da parte di molti datori di lavoro, per un impegno sempre maggiore del lavoratore per continuare a mantenere il proprio lavoro, con piccole, spesso illusorie, possibilità di carriera; oltre, a obiettivi, in molti casi, forse un po’ ambiziosi che la coppia decide di porsi, per migliorare il proprio standard di vita, ad esempio l’acquisto di un auto di lusso, o di un appartamento di grandi dimensioni, in una zona più esclusiva, o una villa.
E’ più importante, la qualità della vita della Persona, con ad esempio, 8 ore da dedicare al lavoro,… o lavorare 10, 12, 14,… ore al giorno, in molti casi solo per acquistare oggetti?
Nello specifico, la donna che lavora fuori casa per 8, 10, 12, ore, spesso con bambini, induce a soffermarsi un attimo a riflettere, se nell’eventualità sìano entrambi i coniugi a lavorare a tempo pieno, non possa essere il caso di ridurre un po’ le ore di lavoro, per dedicare più tempo alla famiglia, all’educazione dei figli,… al piacere di stare più tempo insieme.
A parte, i casi di donne e uomini, costretti a massacrarsi di lavoro, con turni infernali, a causa dei lavori precari, sottopagati, privi di tutele,…
Lo stress che consegue a tutto ciò, influisce sulla vita della coppia, in più anche a livello di sistema economico, in quanto, sottrae ad altre donne e uomini, lo spazio per trovare lavoro.
Un giusto adeguamento degli stipendi, agli standard dell’Unione Europea, al costo reale della vita, oltre ad essere un diritto, un atto di giustizia sociale, tra l’altro, può facilitare ad esempio, la decisione di passare da full-time a part-time per uno dei coniugi.
Da queste brevi osservazioni, presumo, possano scaturire una serie di riflessioni, per trovare un giusto equilibrio, per il tempo da dedicare ai vari compiti, in considerazione che probabilmente la maggior parte di noi è intrappolato dai ritmi della vita “moderna”.
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