Mercato del lavoro in Italia, tra precarietà e disoccupazione giovanile.

18 novembre 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Un serio blog sul lavoro, ha il dovere di porre in primo piano la reale situazione esistente in un determinato Paese, nello specifico per quanto riguarda il lavoro per i giovani.

Le possibilità di trovare lavoro in Italia, per un giovane, una donna, un over 50, in un mercato del lavoro, in cui il lavoro è sempre più una merce, la dignità della Persona, i diritti dei lavoratori, sono sempre più calpestati in nome della globalizzazione, in particolare con l’aggravante, di un modo tutto italico di concepire la flessibilità, in pratica un mezzo per pagare il meno possibile un dipendente, nel vero senso del termine, spremerlo e sostituirlo dopo qualche mese con un nuovo inserimento.

L’alto turn over, possibile a queste condizioni di sfruttamento quasi legalizzato, rappresenta una caratteristica purtroppo di molte piccole, medie e grandi imprese.

L’errore di puntare da parte di innumerevoli datori di lavoro solo sulla riduzione del costo del lavoro, invece, ad esempio di mettere al primo posto l’innovazione, organizzativa e tecnologica, che contraddistingue le migliori imprese estere, oltre alle migliori aziende italiane presenti su tutto il territorio nazionale.

Tra le misure auspicate da parte del nuovo governo Monti, quella di rivedere, o meglio abolire del tutto, i contratti atipici, a titolo esemplificativo, il famigerato co.co.pro., che simboleggia la precarietà, in sostanza, lo sfruttamento di milioni di cittadini, o probabilmente purtroppo è più esatto il termine sudditi, in quanto come lavoratori sono privati di buona parte dei diritti spettanti a un cittadino-lavoratore.

Con buste paga così leggere che è facile scambiarle per un piccolo rimborso spese.

Gli esempi, offerti da tanti altri Paesi dell’Unione Europea a tal proposito, dove la flessibilità è intesa in un modo differente, questo tipo di contratti hanno per le imprese un costo maggiore, perchè il lavoratore tra l’altro non ha una maggiore sicurezza derivante da un contratto a tempo indeterminato; per l’azienda rappresenta uno strumento con caratteristiche eccezionali, per esigenze di produzione in determinati periodi dell’anno, per sostituzioni di casi di maternità,… una eccezione e non un utilizzo normale, con contratti co.co.pro. rinnovati ogni mese, come in Italia.

Per chi è interessato ad approfondire questo argomento, può essere utile la lettura del post, “Escludere tante persone dal lavoro è (in)accettabile in un Paese anormale?”.

 

Fonte immagine: knowledgework3rs.wordpress.com

 

Per conoscere più a fondo il mercato del lavoro, con più possibilità di trovare lavoro, per fare la scelta più giusta in base alle tue predisposizioni, interessi, passioni, tra le fonti, blog sul lavoro, a cui attingere per informazioni utili e affidabili, ad esempio, puoi navigare, in “Professioni e Mestieri“, “Offerte di Lavoro”, “Concorsi”, “Lavoro Estero”, “Attività in proprio”, nella sezione Categorie, colonna destra, su “GiovanniVolpe.it”.

 

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