Come è possibile, risolvere il dramma di milioni di Persone senza lavoro?
Negli ultimi giorni, mi sono soffermato a ponderare sul malcostume, purtroppo tanto diffuso di una parte consistente degli italiani, anche in seguito alla lettura delle dichiarazioni del presidente del Censis Giuseppe De Rita.
Si sofferma a ponderare sui comportamenti e reazioni dell’opinione pubblica del nostro Paese, ai continui scandali, ha riscontrato ed aggiungo riconfermato un classico atteggiamento che contraddistingue molti italiani di una rassegnazione al peggio.
In particolare, in una intervista a “La Stampa”, De Rita afferma: “Sì, in giro c’è una rassegnazione vera, ma anche furba. Chiunque di noi può ascoltare grandi dichiarazioni indignate: “Qui sono tutti mascalzoni!”. La gente ragiona così: sento tutti parlare male di tutti e anche io faccio lo stesso. Dopodiché però non scatta la molla: e io che faccio? Non scatta per l’assenza di codici ai quali ubbidire. Non scatta perché non c’è più un vincolo collettivo. Tutto può essere fatto se io stesso ritengo giusto che sia fatto”.
“Inoltre, dichiara: lo Stato ha perso autorità morale e sta saltando”.
Il grande rischio che il sistema Italia possa sgretolarsi, è sotto gli occhi di tutti, colpisce sempre più l’indifferenza, l’individualismo esasperato, l’avidità,…
E’ un bene per l’intera collettività che da ogni città dell’intero territorio nazionale la voce di uomini e donne libere, che hanno a cuore il bene comune, possa scuotere gli animi di tutti gli abitanti di questa terra chiamata Italia, in molti ancora sudditi nel modo di pensare e di non agire.
Il momento grave, richiede a tutti di concentrarsi nel riflettere con attenzione su determinati eventi in atto e dedicare una parte del proprio tempo, a far sentire anche la propria voce per i diritti e le leggi sempre più calpestati da certi individui.
Ognuno di noi è tenuto, per il proprio bene e per l’intera comunità, ad agire in modo civile, per trovare soluzioni ed applicarle in pratica, senza attendere alla finestra che ci pensa qualcun altro.
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Uno stato in cui la certezza della pena è solo teorica, nel quale chi ruba una mela passa i guai e chi ruba i miliardi gode praticamente dell’impunità (Banche, assicurazioni, politici,… ), nel quale la collusione e la corruzione non sono più difetti ma virtù, non è neanche degno di essere chiamato Stato. Chi non è pavido ed ipocrita come la maggioranza degli italiani e vuole sopravvivere a questa catastrofe non ha altra scelta che scappare via dall’Italia…
Ciao Walter,
Il malcostume, le ingiustizie, purtroppo al momento contraddistinguono la nostra Italia, ma c’è una parte più sana costituita da decine di milioni di cittadini onesti, magistrati incorruttibili, forze dell’ordine, non dimentichiamo tutti i caduti, magistrati, poliziotti, carabinieri,… che hanno sacrificato la loro vita per la libertà, la giustizia, la democrazia.
Grazie per il commento
Gianni