Politica dell’Occupazione in Italia, quasi del tutto assente!

31 gennaio 2010 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Per chi vive in un mondo dorato, dove tutto è facile, di solito è al primo posto  il proprio tornaconto, i problemi reali dei cittadini, lavoro, scuola,… sono in secondo piano. La casta dei politici, continua con disinvoltura ad insistere su un modus operandi sempre più inaccettabile.

A titolo esemplificativo, per evidenziare la gravità del fenomeno delle Persone senza lavoro, la notizia del giovane operaio di 35 anni che a causa della perdita del lavoro, in un profondo stato di sconforto e disperazione, ha cercato di suicidarsi dandosi fuoco con la benzina. L’uomo si trova al momento ricoverato al Centro grandi ustionati di Verona, in condizioni gravissime.

La perdita del lavoro, per un giovane, una donna, un over40, comporta una serie di disagi, con ripercussioni in ambito famigliare, con divorzi,…o con l’impossibilità di crearsi una famiglia, oltre all’aspetto umano, da considerare gli effetti sull’intero sistema economico, in special modo sulla domanda interna.

Il diritto al lavoro, garantito dall’Art.1 della Costituzione della Repubblica italiana, che in questo post, sottolineo per porre all’attenzione dei lettori, in particolare in considerazione delle voci insistenti, inerenti la volontà espressa da esponenti del governo di abolire l’articolo in questione!

Invece, di intervenire con iniziative idonee, leggi, Riforme del Lavoro, del Welfare,…come hanno già fatto con prontezza ed efficacia tanti altri Stati dell’Unione Europea e non solo, per creare le condizioni per offrire un lavoro per tutti, uomini e donne; integrati da corsi di formazione, indennità di sostegno, nei periodi in cui si è privi di un lavoro o in caso di mancanza di altre fonti di reddito.

Dal Rapporto 2010 dell’Eurispes, ho estrapolato alcuni passi significativi: “Manca un progetto, non sembrano volerlo (o essere in grado di produrlo) le forze e i soggetti che si propongono alla guida del Paese, e questo “mortifica le attese degli italiani e impedisce di immaginare e costruire il futuro”. “…ma dal nostro osservatorio – avverte il presidente Fara – cogliamo segnali preoccupanti di disagio, di distacco, quando non di ostilità nei confronti delle Istituzioni che aspiranti capipopolo vorrebbero cavalcare. E mentre tutto ciò accade, la nostra classe dirigente appare interessata solo agli equilibri di potere, a costruire e smontare alleanze, ad operare per il proprio esclusivo tornaconto, ad imbastire lucrosi affari, a difendere privilegi e vantaggi senza rendersi conto che l’intero sistema si sta progressivamente sfaldando”.

Ti segnalo, un post complementare al tema trattato.

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