Pomigliano, Fiat e Lavoratori. La fine dei diritti civili e dei diritti costituzionali?

26 giugno 2010 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

La “scelta” essere un Uomo libero e senza lavoro o uno schiavo con una occupazione, ma limitato o privato dei propri diritti civili e costituzionali!

Il No pari al 36%, il Sì vince con solo il 62,2%, al referendum dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, in base agli avvenimenti degli ultimi giorni.

Per Maurizio Landini, a capo della Fiom, la proposta è in realtà un “ricatto infirmabile”. Negli ultimi giorni la Fiom ha sottolineato, le richieste della Fiat sono troppo esose, somigliano a un nuovo schiavismo e sollevano persino dubbi di incostituzionalità.

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Per la Fiat si aprono scenari un po’ più incerti, quale sarà la decisione finale?

Per quanto mi riguarda, posso proporre prima di esprimere pareri su tale vicenda, di approfondire l’argomento, infatti, è solo con la lettura del testo dell’accordo, che è possibile rendersi conto delle dure condizioni di lavoro che la Fiat intende imporre agli operai di Pomigliano.

Questi eventi inducono ad una profonda riflessione, per alcuni istanti chiudo gli occhi e provo ad immaginare, lo stato d’animo, l’imbarazzo di questi uomini e delle donne, i lavoratori della Fiat di Pomigliano, le sensazioni, il contrasto interiore determinato da questa situazione, il pensiero dei propri figli, delle mogli, decisioni difficili, per tirare avanti, la consapevolezza delle proprie vite appese ad un sottile filo, fino alla prossima richiesta, al prendere o lasciare.

La nostra “democrazia” procede ad ampi passi verso una società sempre più (in)umana.

L’esempio dei Paesi più civili e democratici del Nord Europa, in cui la giustizia sociale, la solidarietà, le pari opportunità,… sono da tempo una realtà, invece da noi in Italia assistiamo ad un continuo peggioramento delle condizioni di vita, ad esclusione di una ristretta èlite di superprivilegiati, con crescenti disuguaglianze, ingiustizie di ogni tipo, mancanza del merito quale requisito principale per accedere ad un determinato lavoro.

Le storielle che raccontano certi mass media, tv, quotidiani,  sono sotto gli occhi di tutti.

Questo è il livello di “civiltà” che ha raggiunto l’Italia nel 2010.

Quali gli sviluppi, l’evolversi di queste vicende che segnano la storia di questi anni?

Se continuiamo, ad essere spettatori passivi di decisioni prese dall’alto da certi personaggi, il futuro non è certo positivo.

Una vera presa di coscienza e del senso di responsabilità dei diritti e dei doveri da parte di ognuno di noi, può creare le condizioni di un cambiamento, di un nuovo Rinascimento in Italia, con l’individuazione e la messa in pratica di idee, iniziative, eventi, l’impegno in prima persona nel partecipare a manifestazioni,…sempre in modo pacifico e civile.

Democrazia è partecipazione.

Ascolta la voce del tuo inconscio, della tua coscienza e agisci.

Fonte immagine: articolo10.com

Tu, cosa pensi a proposito?

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