E’ consigliabile, soffermarsi per alcuni istanti a riflettere, su alcuni passaggi che ho estrapolato dal Rapporto Censis.
Un quadro, che racchiude i giovani, la scuola, il lavoro e coglie aspetti di rilievo della “qualità” della vita nel nostro Paese.
In questa interessante lettura, mi ha colpito l’immancabile presenza di una caratteristica che contraddistingue tanti nostri concittadini, mi riferisco, all’attenzione esclusiva ai propri interessi particolari, che ha raggiunto livelli eccessivi.
“Il Censis individua con chiarezza quali sono i punti deboli del nostro Paese. Innanzitutto quella che chiama «la forza perduta dell’istruzione». Circa l’80% dei giovani tra 15 e 18 anni si chiede che senso abbia stare a scuola o frequentare corsi di formazione professionale. Dominano il disincanto e lo scetticismo: il 92,6% dei giovani in uscita dalla scuola superiore ritiene che anche per chi ha un titolo di studio elevato il lavoro sia oggi sottopagato, il 91,6% pensa che sia agevolato solo chi può avvalersi delle conoscenze.
Inoltre il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose studiate a scuola per il proprio lavoro. La visione pessimistica travalica i confini dell’universo educativo: il 75% dei laureati e l’85% dei non laureati di 16-35 anni pensano che in Italia vi siano scarse possibilità di trovare lavoro solo grazie alla propria preparazione”.
Tra le molteplici deduzioni, si riscontra che l’Italia è ancorata a un modello socio-economico inadeguato rispetto ai tempi.
A questo punto, sorge spontanea la domanda, cosa fare?
Possiamo andare via, vedi i recenti inviti di un padre ad un figlio, scegliere un Paese, con un lavoro ben retribuito, vivere e goderci la nostra vita, una scelta possibile e giusta.
Molti, si comportano da struzzi, continuano a tenere la testa sotto la sabbia, preferiscono aspettare che l’ennesima crisi passi, tanto loro malgrado tutto possono superarla, che c’è tempo!
Ma, ci sono tra noi milioni di Persone, giovani, uomini, donne, dell’Italia più vera, ben determinate ad impegnarsi, resistere, tra mille problemi, intralci ed ingiustizie, per intraprendere tutte le opportune iniziative, pacifiche e civili, per il bene comune, per migliorare la vita, per creare per tutti la possibilità di un lavoro a misura di essere umano.
Insieme, possiamo raggiungere questo traguardo, con fiducia, impegno, risolutezza; allo stesso tempo ciascuno potrà beneficiare di un senso più profondo della propria vita.
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