“Ricomincio da me”, un libro di W. Passerini e A. Galletta. Recensione su “Il Blog di Giovanni Volpe”.

21 gennaio 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

Uno dei più recenti libri sul lavoro che ho letto, è quello di Walter Passerini e di Antonella Galletta, Ricomincio da me. Dal lavoro dipendente al lavoro intraprendente (Jobbing), affronta determinati aspetti relativi al mondo del lavoro, per quanto concerne, il giusto approccio da intraprendere, nello specifico i due autori pongono in rilievo la rilevanza che riveste il fatto di partire da se stessi, ed allo stesso tempo monitorare di continuo il mercato del lavoro, oltre a seguire le tendenze, le evoluzioni del lavoro, ed i continui e veloci cambiamenti in atto nella società “moderna”.

Tra i molteplici temi trattati, l’importanza di imparare a cambiare, il crescente ruolo dell’istruzione e della formazione, la rilevanza di acquisire un metodo.

Un posto di rilievo, è riservato ai problemi dei giovani, ed il relativo impatto con il mondo del lavoro, i conseguenti disagi, la rabbia.

Ulteriore argomento, al centro dell’attenzione di Walter Passerini e di Antonella Galletta, le donne, che tra l’altro, subiscono una concezione medioevale della maternità.

Inoltre, il crescente fenomeno, la realtà degli over 45, con gli assurdi pregiudizi per l’età, pregiudizi che testimoniano la diffusa incultura generale e aziendale.

Dalla lettura emerge la profonda conoscenza degli autori, per le molteplici problematiche, dal trovare lavoro, o per lavorare in proprio, i requisiti, gli stati d’animo, per intraprendere nuove attività commerciali,… il tutto è affrontato da diverse angolazioni, questo modus operandi, crea molteplici vantaggi per i lettori.

I due autori, nell’ambito delle specifiche competenze, hanno svolto un ottimo lavoro. Walter Passerini, è un giornalista professionista, docente universitario e consulente, a titolo esemplificativo, con una esperienza lavorativa di 20 anni presso “Il Corriere della Sera”.

Antonella Galletta, è psicologa del lavoro. Consulente alla persona. Tra le molteplici esperienze lavorative, 20 anni di interventi formativi e consulenziali.

Questo libro, è indicato in special modo per chi ha intenzione di lavorare in proprio, come lavoratore dipendente, per cultura personale.

Per i vantaggi pratici, inerenti la tua ricerca di lavoro, o per lavorare in proprio, sono fiducioso che questa recensione, possa far scaturire in te il desiderio di approfondire, in considerazione della qualità del contenuto di questo libro.


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Libri consigliati:

Carriere internazionali. Dall’ONU alle istituzioni internazionali, dagli organismi non governativi alle multinazionali: cosa offrono, cosa chiedono, quanto si …” di Stefano Baldi e Antonio E. Bartoli.

Alle radici della disuguaglianza. Maunali di pari opportunità” Tiziana Agostini.

Mamme manager. Come continuare a lavorare e a far carriera dopo la maternità” di Wendy Sachs e P. Conversano.


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  1. Dario scrive:

    Ciao Giovanni,
    seguo spesso i tuoi post. Sono uno studente universitario del Politecnico di Milano e seguo la facoltà di ingegneria Gestionale.
    Io credo che quando un diplomato si trova a dover scegliere un corso di laurea non sempre sa bene in cosa consisteranno gli studi.
    E’ difficile buttarsi a capofitto in una nuova situazione dove per la prima volta ti vengono affidate le redini della tua vita.
    Riconosco di aver scelto il mio corso di studi per la buona fama che ha in campo lavorativo.
    Sembrerebbe che una volta usciti dalla facoltà da me scelta non siano troppe le fatiche da fare per intraprendere una buona carriera lavorativa.
    Ebbene, dopo un anno mi accorgo del fatto che il corso non fa per me e penso che studiare un qualcosa che non ti dia stimoli sia davvero frustrante.
    Ho notato invece un mio interesse verso l’economia e la finanza aziendale grazi la lettura di qualche libro.
    E’ anche vero che però non sono sicuramente lauree che ti assicurano un buon lavoro in breve tempo.
    Vede non riesco a trovare una scelta equilibrata. E’ meglio studiare quello che ci piace o obbligarci a intraprendere una strada solamente in funzione di un futuro successo economico?
    Vorrei una sua riflessione su questo.

    Grazie mille e complimenti davvero per il suo blog.

  2. Giovanni Volpe scrive:

    Ciao Dario,
    benvenuto,

    La mancanza di servizi di orientamento agli studi e al lavoro, di alta qualità, crea questo tipo di situazioni, le quali se ci fosse la volontà da parte delle alte sfere, potrebbe essere risolto in modo adeguato.

    Per quanto riguarda, la mia opinione personale, in seguito a vicende personali, esperienze di studi e di lavori,… sono dell’idea che bisogna trovare dentro di se, il coraggio di seguire la propria vocazione, quella voce interiore che ci spinge verso una certa direzione, ed a volte per condizionamenti esterni,… non ascoltiamo.

    Inoltre, il mercato del lavoro, conferma in modo tangibile i vantaggi di questo modus operandi, in quanto per l’elevata competizione in ogni professione e settore, è necessario un continuo aggiornamento, il quale è molto utile solo quando c’è la passione per la propria materia.

    Ti ringrazio, per il commento e per i complimenti attinenti i miei post.

    Buona giornata
    Gianni

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