Sentenza Thyssen, diritti dei lavoratori e sicurezza sul lavoro.

19 aprile 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

La storica sentenza, è un punto di riferimento, per la sicurezza sul lavoro. Da ricordare che tra le fiamme, persero la vita 7 Persone.

E’ un segnale ben preciso, un monito, nei confronti di determinati datori di lavoro e alti dirigenti, di prestare la massima attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per attribuire alla vita umana, tutta la rilevanza che merita.

Questa sentenza, contribuisce in modo determinante a ridurre in modo consistente per il futuro le morti bianche, la continua strage di Persone, di lavoratori, che ogni anno perdono la vita sui luoghi di lavoro, l’obiettivo è di tendere verso zero morti sul lavoro.

Nello specifico, la seconda corte d’assise di Torino, presieduta da Maria Iannibelli, ha condannato Harald Espenhahn, l’amministratore delegato della Thyssen, a 16 anni e 6 mesi; Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafuerri a 13 anni e 6 mesi e Daniele Moroni a 10 anni e 10 mesi.

Da evidenziare, il fatto che i giudici hanno accolto le richieste dei magistrati, in sostanza, con la conferma dell’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per l’amministratore delegato e quella di cooperazione in omicidio colposo per gli altri dirigenti.

Da tenere ben presente che questa è la prima volta che un Tribunale, riconosce un reato di tale gravità, per “incidente” sul lavoro.

Il pm Raffaele Guariniello, ha affermato: “Questa è una svolta epocale, non era mai successo che per una vicenda di morti sul lavoro venisse riconosciuto il dolo eventuale”.

Da citare, anche la Camusso, segretario generale della Cgil, tra l’altro, ha dichiarato,… un passo importante, perchè “in Italia c’è una deriva culturale che porta a sostenere che nelle aziende si possa fare a meno dei diritti”.

Tra le possibili osservazioni, ad esempio, a parole, tanti datori di lavoro e top manager, affermano di condividere in pieno, l’importanza delle Persone, per quanto concerne il contributo che ciascun collaboratore ben motivato può offrire alla relativa impresa, per conseguire gli obiettivi prefissati, in termini di crescita del fatturato e dei profitti; in pratica, in innumerevoli casi, sono disattesi anche i minimi livelli di sicurezza previsti sui luoghi di lavoro.

Allo stesso tempo, è giusto porre in risalto, il comportamento esemplare di molti imprenditori, i quali, con senso di responsabilità,… rispettano anche le norme sulla sicurezza sul lavoro.

Risparmiare sulla sicurezza sul lavoro, per “leggerezza”, per aumentare di una piccola percentuale i profitti,… l’augurio che in breve tempo, tutto questo possa essere un ricordo del passato.

 

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  1. Giliberti scrive:

    La stragrande maggioranza degli imprenditori vede la sicurezza sul lavoro come una grossa stupidaggine che gli toglie denaro, tempo e talvolta risorse. Solo i sani controlli possono aumentare la responsabilità e l’obbligo di adempiere. In altri casi purtroppo solo ed esclusivamente carte. Il tema della sicurezza sul lavoro deve partire dalle piccole imprese, dove i lavoratori sono i più esposti ai rischi in assoluto. L’Inail deve incentivare le imprese più di quanto stia facendo.

  2. Giovanni Volpe scrive:

    Ciao,
    benvenuto,

    Condivido i tuoi suggerimenti inerenti la sicurezza sul lavoro.
    Ti ringrazio per la partecipazione.

    Buona giornata
    Gianni

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