Le “buone” notizie, per i cittadini-sudditi di questa incompiuta, piccola, repubblica italiana, sembrano non avere fine, purtroppo, con il 2011, è in arrivo l’ennesima stangata dei prezzi.
Un po’ in sordina, con gli italiani distratti dalle festività, da certi programmi televisivi,… un po’ assenti, un po’ sfiduciati, ormai assuefatti quasi a tutto, ma dalle sempre più imprevedibili e numerose reazioni, come determinate iniziative in tutto il Paese dimostrano.
Con i molti problemi, da affrontare da parte delle famiglie italiane, desidero porre in risalto, come anche in un periodo di crisi economica come l’attuale, con tante incertezze per il proprio futuro, di quello dei propri cari, assistiamo ad una serie impressionante di aumenti dei prezzi, nella maggioranza dei casi ingiustificati.
I recentissimi dati, resi noti solo da poche ore, da Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, tutte riunite nella sigla Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio), che prevedono aumenti stimati intorno a €902 annui a famiglia. “Il motore che alimenta la maxi-stangata è la speculazione – affermano i consumatori del Casper – Di questi €902 che usciranno dalle tasche di ciascuna famiglia, ben €700 sono attribuibili a manovre speculative e rincari arbitrari che non trovano alcuna giustificazione economica”!
Mentre, in base ai calcoli di Adusbef e Federconsumatori, nel 2011 l’impatto sarà di €1.016 annui a famiglia.
Da porre in evidenza, a titolo esemplificativo, gli aumenti previsti, alimenti +6%, rc auto +12%, gas +8%, luce +5%, rifiuti +8%, acqua +5%, trasporto pubblico locale +30%.
Nel leggere questi dati, c’è da indignarsi, come è possibile per le famiglie, far fronte quasi ogni anno a questi assurdi e inaccettabili aumenti, quando con l’inflazione intorno al 2% al massimo l’adeguamento degli stipendi e delle pensioni sarà di questa piccola percentuale (+2%)!
Per non accennare alle Persone, senza lavoro, senza indennità di disoccupazione/sostegno, o con le pensioni al minimo!
Come, possiamo uscire da questa situazione?
A prescindere dalla necessità di cambiare l’intera classe politica italiana, un punto di partenza, è la considerazione che la frammentazione delle numerose associazioni di consumatori, è un punto debole, in quanto per le limitate dimensioni, risorse umane e finanziarie, a disposizione di ogni singola associazione, rappresentano elementi di debolezza, in quanto, da ciò scaturisce una limitata possibilità si sostenere in modo adeguato i diritti dei consumatori italiani, a differenza di quanto avviene in altri Paesi.
Probabilmente, la soluzione a questa classica e anomala situazione all’italiana, è rappresentata dall’opportunità di creare un’unica grande associazione di consumatori, in cui possono confluire tutte le associazioni esistenti in Italia, con un leader carismatico, competente, con elevata integrità morale.
I benefìci sarebbero immediati, più concorrenza tra le imprese, migliore qualità, migliori prezzi, per prodotti e servizi per i consumatori.
Ed allo stesso tempo, aziende italiane più efficienti e meglio organizzate, per reggere nel migliore dei modi la competizione con le imprese estere in tutti i mercati.
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