Il nuovo Rapporto Istat , indagine ˜Noi Italia’ 2011, sulle condizioni di vita delle Famiglie italiane.

22 Gennaio 2011 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

istat-vita-famiglieAllarme povertà, il rapporto Istat, indagine ‘Noi Italia’ 2011 tra l’altro, mette in risalto il fatto che in Italia, i poveri in due anni, dal 2007 al 2009 sono passati da 2.500.000 a 7.500.000!

L’impressionante aumento del numero delle Persone in crescente difficoltà, i nuovi poveri, sono i “cittadini” che per sopravvivere sono costretti a indebitarsi o intaccare i risparmi di molti anni di duro lavoro,… Come affrontare le incertezze?

In questo nuovo rapporto dell’Istat, il quadro che emerge pone in evidenza una serie di aspetti molto preoccupanti, in special modo, per la vita quotidiana, per il futuro di milioni “cittadini“.

In base, ai dati più recenti relativi all’anno 2009, le famiglie italiane in condizioni di povertà relativa sono il 10,8% delle famiglie residenti; si tratta di 7.800.000  Persone povere, in pratica 13,1% della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 4,7% delle famiglie, per un totale di 3.100.000 individui.

Ulteriori dati, sottolineano anche il fatto che il 15,3% delle famiglie residenti in Italia, purtroppo, hanno almeno 3 delle difficoltà, considerate nel calcolo dell’indice sintetico di deprivazione.

L’analisi a livello di Regioni, tra l’altro pone all’attenzione di tutti gli osservatori, il consistente svantaggio del Mezzogiorno, con valori maggiori anche del 100% in confronto alla media nazionale.

Tra i molteplici argomenti trattati nell’indagine, uno in particolare che contribuisce a spiegare il perchè di tanti comportamenti, modi di pensare e di agire di milioni di nostri concittadini, il dato attinente la lettura di libri, risulta che in un anno, una percentuale inferiore al 47% degli italiani legge almeno un libro!

Per ritornare ai dati sul mondo del lavoro, una donna su due non ha un’occupazione e neppure la cerca. Il tasso di inattività femminile italiano nel 2009 (48,9%) è così il secondo più alto dell’Ue a 27, inferiore solo a quello di Malta.

Nel rapporto Istat, indagine ‘Noi Italia’ 2011, si legge anche che nel nostro Paese un giovane su cinque nè studia nè lavora: i ragazzi ‘non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa, sono poco più di due milioni, il 21,2% tra i 15-29enni (anno 2009), la quota più elevata a livello europeoâ’.

Per milioni di cittadini di questa “repubblica” italiana, terra di “libertà”, di “democrazìa” di “pari opportunità”,… in particolare, un grande e crescente numero di uomini e donne, cittadini in teoria, in pratica sempre più sudditi, trascorrono notti insonni, per l’impossibilità di arrivare a fine mese, con tutta una serie di problemi che crea questa situazione, malgrado tanti sacrifici, rinunce, impegno,…

Donne e lavoro, l’impossibilità di trovare lavoro, problema simile per tanti giovani, over 40!

Chi sono, i responsabili di tutta questa sofferenza?

 

Fonte immagine: trepiu.it

 

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  1. Vincent ha detto:

    L’Italia non è più una repubblica. Se mai lo fu stata. Secondo me il problema è generale o mondiale. Ed è principalmente legato all’istruzione.
    Se non si riuscirà ad educare le nuove generazioni ad una presa di coscienza diversa.
    L’impegno di pochi sarà vano.
    Per educazione intendo principalmente nel mondo occidentale, di conseguenza allargare ai paesi poveri. Chi sta morendo di fame non credo abbia bisogno di carta e matite.
    Il problema è Etico. Se non si cura, se non si educa diversamente L’uomo inteso come tale.
    Non esisterà soluzione.
    E questo, a mio parere è un compito immane.
    Mi scuso per la brevità. Questo discorso andrebbe affrontato con molto più impegno e articolazione di argomenti.
    Il problema lo ha prodotto il mondo occidentale e sarebbe quest’ultimo a dover porre rimedio.
    Ma non nei modi in cui fin’ora abbiamo visto.
    Bisognerebbe far presente DURAMENTE ai potenti del mondo che la loro ipocrisia e lassismo Non possono essere più tollerati.
    Ma, mi spiace dirlo, ci vuole voce forte.
    Non sorrisi e strette di mano!
    Diano l’esempio! Una cravatta o un’auto di rappresentanza in meno, darebbero loro perlomeno una qualche credibilità.
    Non ho nulla. Ma se sapessi che è per una giusta causa, darei quello che posso.
    Rimango estremamente scettico però.
    Da 2000 anni in qua non ho visto nulla che possa far sperare qualcuno.

  2. Giovanni Volpe ha detto:

    Ciao Vincent,
    benvenuto,

    Le tue osservazioni e le relative riflessioni, centrano in pieno
    determinati aspetti della realtà del nostro Paese e dell’intero Pianeta Terra.

    Ti ringrazio, per il commento.

    Auguri di Buona Pasqua
    Gianni

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