Reddito Minimo Garantito: L’Unione Europea, Sollecita l’Italia dal 1992!

26 Novembre 2013 di Giovanni Volpe Lascia un commento »

reddito-minimo-garantito-italiaTra le varie inefficienze del nostro Paese, emerge la mancanza di un serio sostegno pubblico ai disoccupati, a differenza degli altri Paesi dell’Unione Europea. Solo l’Italia e la Grecia non si sono ancora adeguati, alla richiesta dell’Unione Europea.

Nel corso del tempo, i vari governi italiani, tra le giustificazioni a questa grave mancanza, di solito la risposta ha riguardato la mancanza di risorse, le coperture necessarie!

Di getto, è possibile invece, fare una prima lista delle possibili fonti per finanziare il reddito minimo garantito, ad esempio:

– Riduzione dei Costi della Politica:

  • Eliminare tutte le Provincie;
  • Ridurre del 50% il numero dei Parlamentari;
  • Il numero delle Regioni da 20 a 14;
  • Riduzione del numero dei Comuni;
  • Auto Blu, solo per le più alte cariche dello Stato;
  • Tagli alle consulenze.

– Altri tagli possibili, ad esempio:

  • Selezionare in modo più adeguato, con seri criteri, le Grandi Opere Pubbliche da realizzare;
  • Lotta all’Evasione Fiscale;
  • Ridurre le Spese Militari all’estero (le Missioni di Pace!);
  • Maggiori imposte sui Giochi d’Azzardo.

 

A titolo informativo, al reddito minimo garantito, una volta approvata la legge, ha diritto, chi ha svolto un lavoro ed ha perso il lavoro,… da tenere presente, la limitazione nel tempo di tale beneficio, oltre ad essere condizionato alla disponibilità del beneficiario di accettare un’offerta di lavoro, o a partecipare a corsi di formazione con lo scopo del reinserimento nel mercato del lavoro.

A titolo indicativo, da segnalare tra le misure reddito minimo garantito, un paio di validi tentativi a livello regionale, il primo risale al 2009 da parte del governatore della Regione Lazio, Marrazzo; purtroppo, la legge non è stata più finanziata dalla Polverini!

Da citare, l’iniziativa della Provincia autonoma di Trento, la quale dal 2009 ha introdotto il “reddito di garanzia”, in sostanza, l’importo è dato dalla differenza tra la reale condizione economica del nucleo famigliare e la soglia di povertà relativa. In pratica, una famiglia di 3 componenti, con un reddito di €700 euro mensili ha diritto a ricevere una integrazione di circa €400 euro, con la possibilità di essere integrata con una cifra attinente il sostegno per l’affitto.

L’augurio che anche i sudditi, pardon, tutti i cittadini della Repubblica italiana, in caso di bisogno, possano nel minor tempo possibile usufruire di un reddito minimo garantito, tra i servizi di un nuovo welfare.

Consigli Libri da leggere:

  • Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale” [Copertina flessibile] di Chiara Saraceno.

 

Fonte immagine:arciliguria.it

 

Esempi di altri articoli che possono interessarti:

  1. Misure per la Disoccupazione, Tra (In)Capacità e Mancanza di Volontà dei Politici.
  2. Reddito Minimo Garantito: Qual è la Proposta del Governo?
  3. Reddito Minimo Garantito: E’ Tempo per un Nuovo Modello di Welfare in Italia.

 

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